Sintesi

  1. arrivata a Milano con 35 minuti di ritardo e le scuse di Trenord per il disagio;
  2. Treno gelido e piedi completamente assiderati (ora so come si è sentito Messner quando ha perso le dita dei piedi);
  3. metropolitana strapiena di gente, stipati come sardine, e davanti a me una signora alta un metro e cinquanta (altezza mio naso, ovviamente) che emanava un fetore esagerato;
  4. esco dalla metropolitana e mi ritrovo davanti una decina di camionette della polizia e gli agenti schierati davanti ad Assolombarda;
  5. corro in facoltà per fare ‘sto fottuto esame e arrivo un nanosecondo prima dell’appello;
  6. come mia tradizione capito sotto l’assistente più stronzo che comincia a chiedermi tutti i paradigmi dei verbi;
  7. il suddetto assistente comincia ad insultare me e il mio professore del liceo perché sbaglio gli accenti nella pronuncia del latino;
  8. nonostante i nomi che mi prendo per la pronuncia, dice che ho “buon senso” e che “mi stima” e quindi passo alla seconda fase dell’esame (forse perché non ha fatto in tempo a chiedermi la lettura metrica dell’esametro);
  9. nella seconda fase alla prima domanda in cui io sono titubante, mi viene consigliato di ritirarmi e io accetto sapendo già di che morte stavo per morire;
  10. vado in aula pc aspettando mezzogiorno per riprendere il treno che mi riporti al tepore domestico e non mi funzionano le credenziali di accesso e il tecnico (pagato per rispondere a questi problemi) sbuffa perché non sa cosa è successo.

A questo punto ho paura a sapere come sarà il resto della giornata….  

  1. postato da spucy