PareBrutto

E quelle che fanno domande/proposte di variazione di ricetta in “diretta” a Benedetta Parodi e che vengono puntualmente cassate? 

Prendono qualcosa per la figura misera che fanno?


visir444 ha risposto al tuo post : Vince un premio il centesimo che sulla bacheca di…

Giri per caso con una t-shirt con sopra scritto: “Io cuore spandimerda/spocchiosa/snob (sine nobilitate)? ;-))

No, quello l’ho scritto alla voce “segni particolari” della carta di identità. 

E comunque non è questione di essere “spocchiosi” o “spandimerda” ma solo di evitare di scadere nel banale. La maggioranza delle persone condivide certe cose perché “fa figo” o perché “lo fanno tutti”, e per i rimanenti giorni dell’anno Battisti non sa nemmeno chi sia. Coerenza è la parola corretta. 

Con affetto,

la Snob. 


Vince un premio il centesimo che sulla bacheca di FB condivide 29 settembre di Battisti? C’è una competizione in banalità e non sono stata informata?


Ogni tanto, dico raramente, capitano quelle giornate in cui va tutto bene. 

Ed è fisiologico che, il giorno dopo, le paghi doppio.


Non sono gli uomini sbagliati che ti feriscono, sono quelli giusti. Sono loro dei veri killer.

Quella grande fonte di perle di saggezza amorosa che è Ally McBeal


Non riesco ad ingannare la mia cervicale mettendomi t-shirt cretine, lei sa benissimo quanti anni ho. 

Però valgono come argomento a mio favore i denti del giudizio che stanno ancora crescendo? 


Io e la Ratta siamo una squadra fortissima! 

Io e la Ratta siamo una squadra fortissima! 


Qualcuno è interessato a capelli ricci e ramati per parrucche o per rifoderare i cuscini?  
Con la muta che faccio in autunno ne ho per tutti.  


Invecchio dentro, ringiovanisco (o rincoglionisco?) fuori.

Oggi mi hanno detto che sembro una 18enne. 

MMM, peccato che la carta d’identità non sia del parere. 


Mettiamoci a lavorare, dai. 

(auto convincimento mode on)


La verità è che sono stanca. 

Sono stanca di sentirmi inadeguata, sbagliata, circondata da persone che mi fanno sentire fra alieni. 

Sono stanca di sentirmi sempre “al secondo posto”.

Sono stanca di non mantenere i propositi che io stessa mi riprometto. 

Sono stanca di essere diversa, diversa da me, da te, da loro. 

Sono stanca di lottare contro i mulini a vento. 

Sono stanca di non aver trovato ancora un mio mondo di cui sentirmi davvero parte. 

Sono stanca. Ecco tutto. 


Questione di punti di vista

“Dopo la visita al manicomio, immaginavo che uno di quei pazzi di origini più civili, riacquistasse il senno non già lentamente, ma tutto ad un tratto: per esempio quel professore o quell’avvocato; e tutto ad un tratto si trovasse in uno di quegli stanzoni nudi e sono e si vedesse tra gente con le teste rapate, le facce fisse e stravolte, gli occhi impietriti, vestiti di panni da loro stessi continuamente insudiciati e lacerati, e lui stesso sudicio, rasato a zero, in divisa da pazzo. Immaginavo la sorpresa, l’orrore, la ripugnanza di restare un minuto di più in un luogo simile. Nello stesso tempo immaginavo che anche noi, cosiddetti savii, passassimo ad un tratto dalla nostra condizione normale ad un’altra ben superiore che facesse apparire la nostra vantata saviezza come turpe, nefanda, intollerabile, assurda pazzia; e ci vedessimo improvvisamente con gli occhi di questa nuova saviezza, in questo mondo pieno di gente che ammazza e di gente che incita ad ammazzare, di ministri di imperi che fanno gravi discorsi e di altri ministri che si dimettono, di ricchi che parlano di libertà e di poveri che parlano di rivoluzione, di uomini vestiti in un modo perché uccidono e di altri vestiti in un altro perché non uccidono, di dispute religiose, politiche, nazionali, economiche, razziali, culturali; in questo mondo, insomma, la cui assurdità colpisce non soltanto l’uomo altamente intelligente ma persino il semplice individuo di buon senso; e pensavo che con un moto consimile a quello del pazzo vero risanato, noi vorremmo uscire subito da questo mondo senza aspettare un momento di più, magari con un salto del buio, ossia con un suicidio. E questo non è un paradosso ma un sentimento preciso che chiunque può provare. Basta infatti che noi ci fermiamo ossia ci distacchiamo per un momento dal mondo e lo lasciamo girare o roteare per conto suo fuori di noi, perché la sua pazzia ci appaia chiarissima. In altre parole, la nostra saviezza non è che una questione di partecipazione ad una pazzia qualsiasi.”

(A. Moravia, “Strage e melanconia”)

(Fonte: books.google.it)


Buh!

Buh!



E ora facciamo che queste 24 ore passino in fretta, suvvia.